Savona – «Le foreste sono comunemente considerate il polmone della terra ma anche gli oceani fanno un immenso lavoro di captazione dell’anidride carbonica preservando la vita del pianeta blu»: nella Giornata mondiale degli Oceani, che cade l’8 giugno di ogni anno nell’anniversario della conferenza mondiale su Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro, in tutto il mondo sono molteplici le iniziative, principalmente online a causa della pandemia, avviate da associazioni e governi per celebrare quello che non deve essere un semplicemente compleanno ma un messaggio e una richiesta di azioni determinanti per preservare la vita sul pianeta.

L’Italia, attraverso il ministero dell’Ambiente, ha aderito al #30by30, il progetto che prevede di proteggere entro il 2030 almeno il 30% dei mari e degli oceani di tutto il mondo: «Tutti noi dipendiamo dal mare e dai servizi ecosistemici che ci offre. Se ci prendiamo cura del mare, il mare si prenderà cura di noi – afferma il ministro Costa – Proteggere la salute dei mari porta benefici alla pesca e al turismo, alla biodiversità e al clima».

L’obiettivo dell’iniziativa è la creazione di una rete di Aree Marine Protette che contribuisca a tutelare la salute dei mari, a preservare le popolazioni ittiche e la biodiversità, nonché a contrastare i cambiamenti climatici.

L’Italia assunto tale impegno anche per rafforzare il partenariato con l’Inghilterra in vista della Cop 26, la ventiseiesima Conferenza delle Parti alla Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico che verrà ospitata il prossimo anno dal Regno Unito e per la quale il nostro Paese organizza la Pre Cop, evento preparatorio (#PreCop26), e una significativa iniziativa volta a dare voce alle istanze dei giovani (#Youthforclimate).

A livello locale, nel mar Ligure diversi anni fa fu creato il Santuario dei Mammiferi marini in cui opera anche l’associazione Menkab con ricercatori e scienziati che per tutto l’anno si occupano di studiare i cetacei, delfini, balene e capodogli, realizzando anche attività di divulgazione e sensibilizzazione volte alla tutela della biodiversità: «Avevamo in programma diverse iniziative per questa giornata, coinvolgendo i più giovani sul tema della biodiversità e il pericolo della plastica – racconta Giulia Calogero, presidente di Menkab, il respiro del mare – soprattutto visto che cade nel decennale della nostra associazione che, tutto l’anno, svolge attività improntate alla tutela del mar Mediterraneo e del Santuario dei Cetacei. Purtroppo a seguito della Pandemia abbiamo fermato tutto e ora a fatica stiamo cercando di riprendere la programmazione. In questa particolare occasione ci siamo attivati con diversi post e immagini a tema sui nostri social».

Durante il lockdown sono stati molteplici le esperienze raccontate dalle persone attraverso video e foto della natura e degli animali, che nel fermo delle attività umane, hanno mostrato tutta la loro bellezza: «La giornata mondiale degli oceani non può e non deve essere una celebrazione fine a se stessa, un compleanno da festeggiare per poi passare oltre – spiega Giulia – l’impegno per la tutela di quello che di fatto è il secondo polmone della terra, insieme alle foreste, deve essere costante e ancora più incisivo».
Nel Mediterraneo, comunemente considerato un semplice mare, è presente una biodiversità unica.

«Mai come quest’anno, in cui è stata chiara la correlazione tra salute e ambiente, è fondamentale tutelare la natura e agire contro l’utilizzo esagerato dei comparti ambientali quali foreste e oceani – prosegue Giulia – Un esempio proprio riferibile a queste settimane sono i guanti e le mascherine che si vedono abbandonati a terra e che presto raggiungeranno il nostro mare. Non c’è ancora una sufficiente coscienza generale su cosa non si dovrebbe fare. Piccole regole che non devono essere percepite come limitazioni ma come corretta abitudine e uno stile di vita sano – conclude Giulia – Però questo non può e non deve bastare. È in termini globali che servono scelte più forti e incisive che a lungo tempo garantiscano risultati positivi. Serve il buon esempio dei governi».