Per contrastare il bullismo dobbiamo insegnare ai ragazzi a combattere le loro paure, a non abbassare la testa davanti a niente e a nessuno e bisogna puntare sui leader, su chi aiuta i più deboli senza aver bisogno di prevaricarli.

A tanti ragazzi vittime di bullismo viene rubata la spensieratezza, la fiducia in se stessi e nell’altro e spesso la vitalità. Spendiamo tante parole per stilare strategie per contrastare un fenomeno che abbraccia trasversalmente bambini di scuole dell’infanzia e adolescenti di scuole secondarie.

I ragazzi vittime di bullismo devono riacquistare la fiducia in se stessi, devono credere nella forza del gruppo e dell’alleanza.

Le vittime troppe spesso si sentono sole e si isolano: una condizione che rischia di diventare una prigione emotiva.

Per uscirne è importante partire dal costruire una rete, parlare con i compagni, con quelli più sensibili, più solidali e formare una piccolo gruppo di sostegno e di supporto. Da soli non si sconfigge il bullismo, in gruppo sì. Chi è vittima deve fare i conti con la paura e spesso i bulli si approfittano delle paure dei ragazzi più delicati di animo, delle loro debolezze e delle loro sensibilità. Rispettano la forza, o meglio, ciò che interpretano come forza.

Chi è vittima li vede come forti e si percepisce come debole, diventando così un circolo vizioso in cui si rinforzano i ruoli. È così che si struttura il bullismo, episodio dopo episodio e paura dopo paura.

Il bullismo si può combattere anche con la testa, con l’uscire da quel ruolo e con la ricerca attiva di una soluzione perché nessuno può rubare il sorriso ad un’altra persona e risucchiargli la salute. Si deve partire dal capire che chi ha bisogno di farsi forte sulle debolezze altrui, non è forte, non è un vincente, è un ragazzo che solo bisogno di dirsi quanto è forte perché non lo è.

Chi è veramente forte…………………………………………………………………………………..